
Beat generation
La B.G. verrà riconosciuta come una corrente letteraria e culturale fiorita negli anni '50 negli Stati Uniti, caratterizzata da una netta posizione di protesta nei confronti della società conformista del secondo dopoguerra. Si tratta di una generazione stanca, battuta, senza la speranza di poter lasciare e ricevere qualcosa dal mondo contemporaneo.
Erano gli anni della guerra fredda, nel quale un giornalista qualsiasi ebbe l' idea di creare il termine "beatnik" per indicare alcuni scrittori "che non credono più nella violenza e quindi in una rivolta attiva e producente; credono nel silenzio e credono in una specie di segreta nascita della personalità umana" (Fernanda Pivano).
Fu Jack Kerouac a parlare per la prima volta di "beat" (battuto) riferendosi al prototipo dell'uomo moderno battuto appunto e sconfitto dalla società, dalla falsa comunicazione, dall'avidità per il denaro, dalla violenza, dalla sete di potere. Si cominciò dunque a parlare di movimento e di gruppo, confondendo le comparse travestite della strada , che già nei "Vagabondi del Dharma" Kerouac esplicitamente attaccava, con i Beats: gli "scimmiottatori" con la minoranza di artisti. Una tale confusione li accomunò ben presto alla piccola delinquenza, date le brevi esperienze carcerarie di alcuni di loro, e così la gente comune raramente realizzò il vero atteggiamento e stile che il termine beat identifica.
"aiuteremo a modificare le leggi che governano i cosiddetti paesi civili di oggi: leggi che hanno coperto la Terra di polizia segreta, campi di concentramento, oppressione, schiavitù, guerra, morte".
Jukebox all’idrogeno, A. Ginsberg, Ugo Guanda, Roma 1992
Allen Ginsberg parlava di individui uniti dal comune modo di sentire, gente senza fede con la coscienza di non aver più nulla da perdere. Di fatto, la Beat Generation nasce dall'incontro di alcuni giovani tra cui si crea uno straordinario e incredibile legame fondato sull'amicizia. E' un gruppo di amici, battuti e beati, che contribuisce a dare vita a movimenti pacifisti, altri per i diritti civili e altri ancora per le libertà sessuali.
Una generazione che è bruciata in fretta, e per questo spesso accomunata alla Lost Generation, la generazione "perduta", del primo dopoguerra, ma che ancora continua la propria lotta, con la voglia di rompere gli schemi e di andare contro i conformismi puritani.
Kerouac, Ginsberg, Ferlinghetti, Corso, McClure, Snyder, Burroughs e tanti altri sono ancora nostri vivi compagni di viaggio. Ma il significato dell'essere beat qual è?
"[...] chi è sopravvissuto a una guerra, sa che essere beat non significa tanto esser morti di stanchezza quanto avere i nervi a fior di pelle, non tanto essere pieni fin qui quanto sentirsi svuotati. Beat descrive uno stato d'animo spoglio di ogni sovrastruttura, sensibile alle vicende del mondo esterno, ma insofferente delle banalità. Essere beat significa essersi calati nell'abisso della personalità, vedere le cose dal profondo [...]"; ( da Le voci degli hippies, J. Hopkins, Laterza, Bari 1969).
Corso aggiungeva: "Se si vede la morte e fiori e si vede decapitata una persona di pace, se si vede un decapitato, è terribile, si piange, si diventa curvi e rattrappiti, un funerale è passato, si diventa beat".
Una volta gli chiesero se i Beats fossero dei fuorilegge e tranquillamente rispose: "E stato un fuorilegge il padre della nostra patria? Si. E' stato un fuorilegge Galileo per aver detto che il mondo è rotondo? Io dico che il mondo è rotondo! Non squared, quadrato!".
Inizialmente apparve lo "hipster", l'esistenzialista americano,progenitore dell'"hippy", l'uomo che sa che se il nostro destino è quello di vivere sotto la continua minaccia di una morte istantanea per una guerra atomica o di una fine lenta ma certa per consumismo, essendo soffocato ogni istinto di creazione e di rivolta, allora l'unica risposta è accettare la morte come pericolo costante, distaccarsi dalla società e imbarcarsi in un viaggio misterioso e ribelle. Lo hipster è il "nero bianco", egli assume la vita, vissuta al presente, della gente di colore che è al di fuori delle istituzioni bianche , che cerca piaceri da provare nell'attimo presente, piaceri che la società bianca cristallizza e riproduce finendo per annientarli. Quindi violenza, sessualità, apoliticità e rifiuto di ogni moralità.
Accanto a questa figura si formò il beat, un giovane intellettuale deciso a far sentire la sua voce, accanito ricercatore di verità nella marijuana (lo hipster utilizza l'eroina), nel misticismo, nelle filosofie orientali, nel sesso e nelle lunghe improvvisazioni del be-bop. La realtà quindi è composta da due elementi: lo hipster gelido, irraggiungibile, chiuso nella sua letale eroina, e il beat straziato dall'amore mistico per l'umanità, poeta respinto e incompreso, perennemente sullorlo della pazzia e fumatore di marijuana.
Vivevano fianco a fianco, accomunati dal be-bop di "Bird" Charlie Parker ascoltato nei locali del Greenwich Village (NY) o della North Beach (SF). Ma fu il beat a sopraffare l' hipster, e diede voce alla propria angoscia e a scrivere il proprio "urlo".
Intorno al '48, gli hipsters, o beatsters, si dividevano in "hot", il folle dagli occhi scintillanti, innocente e dal cuore aperto, chiacchierone, che corre da un bar all'altro, da una casa all'altra, alla ricerca di tutti, gridando irrequieto, brillo, cercando di legare con i beat sotterranei che l'ignorano, e "cold", il saggio laconico e barbuto che siede davanti a una birra appena iniziata in un locale beat, ha voce bassa e scortese e ragazze nerovestite che non aprono bocca . La maggior parte degli artisti della Beat Generation appartiene alla scuola calda. Alla fine i Beats "cold" sparirono chiusi nel loro mondo; i beatniks si stancarono e soprattutto ebbero paura e tornarono alle loro case; i Beats hot invece continuarono a scrivere, a dipingere, a viaggiare e a fumare la marijuana però nascondendosi in modo tale da far calmare le ansie e i timori di polizia e gente, che raramente si curò di leggere ciò che questi "buffoni e delinquenti" avevano scritto, troppo impegnati con riviste di gossip e incuranti della loro situazione sociale.
Ora che "i sotterranei", di Jack Kerouac sono diventati famosi, molti critici li hanno identificati come appartenenti a " La Scuola di San Francisco", ma anche questo è da considerarsi un errore. La Beat Generation infatti si è inserita in tale gruppo costituito perlopiù da vecchi anarchici dadaisti, tra cui il Henry Miller, Kenneth Rexroth e Robert Duncan.
In realtà, i Beats, piu simili a una "gioventù bruciata", si diressero verso una direzione ben diversa seppur ramificata a partire da idee già note al mondo culturale del Novecento.
Non ricoprono alte cariche o non svolsero mansioni di prestigio; cambiano lavoro continuamente e sono perennemente in bolletta; giovani disperati che credono nella vita ma che rifiutano i sistemi morali in vigore. Bevono molto, fumano parecchia marijuana e girano il mondo in autostop ascoltando e improvvisando jazz, ma soprattutto scrivono romanzi e poesie. E stato facile quindi scambiare il loro stile di vita con una semplice rivolta anti-borghese.
Ora però il minuscolo gruppo di poeti-scrittori degli anni Cinquanta può essere visto non tanto come un semplice e curioso soggetto sociologico, ma come un motore creatore di utopia. E l'utopia era quella di ottenere con una rigorosa non violenza la soluzione dei conflitti di classe e la liberazione da ogni tabù e soprattutto di proporre un nuovo e originale legame tra gli uomini e il tutto.
"La Beat Generation
è un gruppo di bambini
allangolo della strada
che parlano della fine del mondo"
Jack Kerouac
giornalista, scrittrice, traduttrice e critica musicale italiana.
poeta americano, editore dei primi lavori di Ginsberg e Kerouac
"[...]ragazzino duro dei quartieri bassi che crebbe come un angelo sui tetti e che cantava canzoni italiane con la stessa dolcezza di Caruso e Sinatra" J.Kerouac
poeta, cantautore e novellista. Fu uno dei 5 poeti a partecipare al famoso San Francisco Gallery reading.
poeta, ambientalista, saggista e conferenziale statunitense. Viene descritto come "poeta dell'ecologia profonda" ed è uno dei precursori dell'ecopoesia.
Bird Charlie Parker(1920-1955)
sassofonista e compositore statunitense di musica jazz. Fu uno dei padri fondatori dello stile jazz chiamato be-bop
è un quartiere prevalentemente residenziale situato nella zona occidentale del centro della "circoscrizione" di Manhattan, NY
E' uno storico e vivace quartiere di San Francisco. Noto come "Little Italy" è celebre per l'atmosfera beatnik che si respira passeggiando tra i Caffè, le librerie e i locali notturni all'insegna del Jazz, del Blues e dell'Opera.
E' un movimento culturale nato a Zurigo nella Svizzera neutrale della Prima Guerra Mondiale, sviluppatosi tra il 1916 e il 1920. Il movimento ha interessato soprattutto le arti visive, la letteratura, il teatro e la grafica, che concentrava la sua politica anti bellica attraverso un rifiuto degli standard artistici attraverso opere culturali che erano contro l'arte stessa. Il dadaismo ha inoltre messo in dubbio e stravolto le convenzioni dell'epoca: dall'estetica cinematografica o artistica, fino alle ideologie politiche; ha inoltre proposto il rifiuto della ragione e della logica, ha enfatizzato la stravaganza, la derisione e l'umorismo. Gli artisti dada sono stati volutamente irrispettosi, stravaganti, provavano disgusto nei confronti delle usanze del passato; ricercavano la libertà di creatività per la quale utilizzavano tutti i materiali e le forme disponibili.
fu uno dei primi poeti statunitensi ad esplorare le tradizioni poetiche giapponesi come l'haiku. È indicato come il promotore del rinascimento poetico di San Francisco ed è correlato alla Beat generation
poeta americano e studente di Hilda Doolittle e delle tradizioni esoteriche dell'ovest. Spese gran parte del suo tempo nelle zone di San Francisco e venne associato ai Black Mountains Poet.