
CONTESTO STORICO E SOCIALE DEL DOPOGUERRA
CONTESTO STORICO
Ancora prima che la guerra mondiale finisse,si delinẹ lo scontro tra il mondo occidentale guidato dagli Stati Uniti e quello comunista legato all'Unione Sovietica.
Per l'ennesima volta il terreno di questo contrasto fu l'Europa o meglio quello che restava di un continente sconvolto dalla guerra.
L'Europa fu divisa in sfere di influenza:all'URSS andarono i paesi dell'est,nei quali vennero imposti regimi comunisti sotto la vigilanza dell'esercito sovietico;agli USA i paesi occidentali nei quali ci si proponeva di sbarrare il passo alla penetrazione comunista, vennero rafforzati i partiti moderati e avviati piani per rilanciare l'economia.
Una "cortina di ferro",come Churchill la defini',divise l'Europa in blocchi contrapposti,quello comunista-sovietico e quello americano-atlantico.
Nel '47 il presidente Truman annuncio' in un famoso messaggio al Congresso degli Stati Uniti "la determinazione di sostenere i popoli liberi che resistono ai tentativi di soggiogamento effettuati da parte di minoranze armate o mediante pressioni esterne"(dottrina Truman).
Con questo messaggio si ruppe definitivamente la solidarieta' stretta tra gli alleati contro il nazismo e si ebbe l'inizio della guerra fredda espressa in termini di guerrra ideologica tra "mondo della liberta'" e "mondo del totalitarismo".
Sul piano militare gli americani affrontarono la guerra fredda potenziando le loro armi nucleari gia' sperimentate contro il Giappone,mentre i russi si gettarono anch'essi nella gara nucleare,per cui pervennero, nel '49, al possesso della bomba atomica,mettendosi alla pari coi potenti rivali.
Le due potenze avevano la capacità distruttiva globale, disponendo entrambe di armi nucleari, e la loro politica interna era basata sulla visione dell'avversario come minaccia.
Anche se fredda, poiché le armi non potevano essere usate, quella fu una guerra a tutti gli effetti sul piano dei rapporti internazionali.
Veniva dunque a costituirsi una sorta di equilibrio del terrore che lasciava spazio solo per conflitti locali come la guerra di Corea(1950-1953) che potevano essere combattuti con un armamento convenzionale.
Durante la presidenza del generale Eisenhower gli USA decisero quindi di usare la bomba come strumento di dissuasione .
Nei riguardi dell'Europa atlantica da essi controllata,gli Stati Uniti non si limitarono ad enunciare la dottrina Truman,ma concertarono,sempre nel '47,un grande piano di aiuti economici, che dal nome dell'allora segretario di stato George Marshall,fu detto piano Marshall. Gli aiuti accordati ai paesi dell'Occidente europeo per la loro ricostruzione costituivano il migliore antidoto contro ogni tentazione comunista. Inoltre il piano rispondeva anche agli interessi dell'economia USA in quanto un'europa prospera avrebbe fornito un mercato alle esportazioni americane ,scongiurando il rischio di sovraproduzione interna simile a quella verificatasi nel '29. Il piano rimase attivo fino al '58 e rese possibile la ripresa dell' Europa occidentale dando avvio al processo di sviluppo che caratterizzerà la sua economia nel ventennio succesivo.
La politica americana nei confronti delle nazioni amiche dell'europa sfociò nel Patto Atlantico nel '49,stretto tra dodici paesi del vecchio continente e del nuovo mondo(Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Italia, Danimarca, Norvegia, Islanda,Portogallo a cui si aggiunsero nel '51 Grecia e Turchia e nel '54 Reppubblica Federale Tedesca).
Era un patto difensivo che prevedeva la costituzione di una forza militare integrata sotto un unico comando che prese il nome di NATO..Gli USA erano l'unico paese uscito dalla guerra con le proprie risorse economiche non solo intatte ma anzi notevolmente accresciute.
Il reddito complessivo nazionale era aumentato complessivamente del 75% rispetto al '39, raddoppiati i salari, quasi scomparsa la disoccupazione.
Nonostante evidente condizione privilegiata il paese fu attraversato da un'ondata di paura, schiacciato dall'incubo di una espansione comunista considerata in grado di manipolare le coscienze estendendo l'egemonia al mondo della cultura(Wash Brain).
A partire dal '49 si scatenò cosi' una dura campagna anticomunista che ebbe il suo principale ispiratore nel senatore reppubblicano Joseph McCarthy.
LA NUOVA POLITICA ESTERA DEGLI STATI UNITI.
Le elezioni del '52 portarono alla presidenza della repubblica stellata un militare di grande prestigio, Eisenhower, già comandante in Euopa durante la seconda guerra mondiale, convinto della identità di nazismo e comunismo e perciò fautore della politica di forza nei confronti dell'URSS. Dalla politica di contenimento di Truman si passò a quella della rappresaglia massiccia,che avrebbe dovuto colpire l'aggressore nel momento più opportuno. Tale era la politica del roll-back(spinta all'indietro) al fine di liberare i popoli dalla tirannia comunista che rischiò di precipitare il mondo in un terzo conflitto mondiale. Gli USA presero a contrastare ogni movimento di liberazione in Asia considerato come progresso del comunismo, e appoggiarono con forniture militari i colonialisti francesi in lotta nel Vietnam contro il comunista Ho Chi-min. Nei confronti del Giappone sconfitto si lasciarono cadere le tendenze di democratizzazione e ci si riaccostò ai ceti conservatori. Ciò anche in grazia del conflitto coreano per il quale il Giappone divenne la base logistica delle postazioni americane. Il paese si avviò pertanto a divenire, nel clima della guerra fredda, uno dei maggiori bastioni dell'anticomunismo.
CONTESTO SOCIALE
Gli anni immediatamente successivi alla fine del conflitto conobbero quindi un notevole aumento dei redditi privati con conseguente espansione dei consumi, favorendo così la crescita industriale nel decennio successivo. Ma gli anni della guerra produssero anche altri importanti effetti come spostamenti di massa. Inoltre ci fu un aumento di persone di colore, che dal sud del paese si dirigevano verso le aree urbane, a cui si aggiungeva un flusso di immigranti provenienti dagli stati caraibici e dal Messico. Le tensioni tra le razze all'interno delle forze armate durante il conflitto mondiale rappresentarono le prime avvisaglie della tendenza allo scontro razziale nel dopoguerra tra i due movimenti di schieramento opposto: Ku Klux Klan e Black Power.
Gli anni '50 furono caratterizzati, economicamente parlando, da una fase di crescita continua per un decennio circa e sostanzialmente in politica interna il clima si mantenne relativamente pacifico. Sul piano sociale i contrasti razziali si andarono accentuando man mano che le diverse etnie si trovavano sempre più a contatto nelle grandi città; i neri cercavano dove vivere mentre i bianchi fuggivano "al sicuro" nei sobborghi. Inoltre il periodo fu dominato da un forte patriottismo, grazie alla guerra fredda, che non permetteva un conflitto interno.
Gli Stati Uniti, dunque, esistevano per ricoprire il ruolo di "liberatori", per portare la "happiness",felicità, e la libertà ai popoli della Terra. Tutto ciò fu evidentemente accompagnato da un'estrema fiducia nel progresso, nel culto del "self made man" e nel mito di una presunta missione americana. l'America dunque lottava per il trionfo sul male, rappresentato dal totalitarismo, nemico mortale del mondo democratico.
Grazie al clima vigente durante la guerra fredda, la costante presenza della minaccia distruttiva atomica, però, portò il cittadino a una situazione di precarietà e di impossibilità di progettare un futuro certo. Si instaurò nella società un' insicurezza dovuta al pericolo incombente e sfiancante della bomba, alla "caccia alle streghe" maccartista e ai procedimenti da inquisizione utilizzati (arresti, interrogatori, condanne, censura, disinformazione),alla violenza postbellica individuale e di gruppo, all'estendersi della povertà, ad un diffuso malumore operaio,alla mancanza di un vero mondo giovanile che la guerra aveva drasticamente ridotto, alla crescente opera di divulgazione dei mass media, all'isolamento dell'individuo nella grande crescita demografica, al passaggio da una generazione a un'altra. Andò delineandosi il ghetto come luogo intorno al quale ruotava la società USA con tutti i suoi elementi culturali,Jazz, be-bop, esplosioni di rabbia e primi tentativi di organizzazione.
Per ultimo, l'aumento della popolazione e delle sue necessità, l'espansione urbana e delle infrastrutture, la moltiplicazione degli insediamenti industriali, indussero una nuova presa di coscienza riguardo alla condizione dell'"environment".
Nascono i cosiddetti movimenti controculturali, antindustrialisti e ambientalisti. L'alto grado di sviluppo dei nuovi apparati industriali si è manifestato in fenomeni come motorizzazioni, lavorazioni industriali, inquinamento atmosferico e acustico, rifiuti eccessivi, crescente sottrazione di terreni alle aree agricole per renderle edificabili, l'estinzione di specie animali e vegetali e il disboscamento massiccio di grandi patrimoni boschivi della Terra, come la foresta amazzonica. Quindi, la fisica, la chimica, la genetica, l'elettronica e la biologia suscitano interesse e proteste.
Decisivo inoltre è stato il ruolo della psicanalisi, diffusa da una sorta di religione laica ampiamente condivisa.
La Beat Generation nella storia americana è stata la prima a crescere in un periodo in cui l'addestramento militare in tempo di pace fosse una realtà quotidiana, la prima a conoscere la psicanalisi nella quotidianità dell'indiviuo, ed infine era la prima generazione che fosse cresciuta in un mondo nel quale la soluzione di tutti i problemi sembrava essere una sola: la distruzione nucleare. La reazione fu unica e ovvia: la rivoluzione, un "mix" di dissenso e volontà di lottare per sé stessi, di scoprire verità interiori, di combattere la falsità delle generazioni adulte con armi che andavano dalla provocazione alla negazione, dall'attacco all'autodistruzione.